Le dichiarazioni di Giuseppe Lacorte, segretario generale della CISL FP Taranto Brindisi
Da ieri notte, un’ambulanza è stata messa a completa disposizione dei neonati prematuri, pronta a trasferirli in strutture più adeguate. A disporlo la direzione medica del POC SS. Annunziata. Ma, purtroppo, questo intervento non basta! Il rischio che i neonati arrivino troppo tardi nelle strutture di destinazione è troppo alto e inaccettabile.
A lanciare l’allarme è Giuseppe Lacorte, segretario generale della CISL FP Taranto Brindisi, che già in precedenza aveva denunciato il grave pericolo rappresentato dalla carenza di personale e dalla precarietà dell’Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN) del SS. Annunziata. La situazione è ora ancor più critica, e il solo trasferimento via ambulanza non può garantire la sicurezza dei piccoli pazienti. Ogni minuto che passa senza una risposta immediata può significare la perdita di una vita.
Inoltre, Lacorte segnala che a partire dall’8 febbraio, tre medici hanno lasciato il reparto, riducendo il numero dei professionisti in servizio a soli due, compreso il direttore. Questo vuoto di personale si somma alla già precaria condizione, considerando che sono presenti solo specializzandi, che per ovvie ragioni non possono garantire la copertura adeguata e la continuità necessaria.
Nonostante gli sforzi della ASL Taranto, che ha siglato una convenzione con il Policlinico di Bari per la copertura di alcuni turni di servizio con i professionisti baresi, Lacorte sottolinea come questa soluzione non si stia rivelando adeguata alla gravità della situazione. Il rischio che la situazione non migliori, anzi, si aggravi ulteriormente, è ora concreto.
A complicare ulteriormente la situazione, la vicina ASL Brindisi ha sospeso dal mese di luglio scorso i ricoveri dei neonati con età gestazionale al di sotto delle 34 settimane, indirizzandoli al Centro Hub del Fazzi di Lecce. Una decisione che evidenzia come Taranto e Brindisi stiano vivendo difficoltà simili, aggravate da gravi carenze di personale e da una programmazione sanitaria regionale che non risponde alle necessità urgenti dei territori.
La CISL FP, ribadendo l’allarme lanciato da Lacorte, afferma che non è più tollerabile che un sistema di emergenza così fragile metta a rischio la vita dei neonati prematuri. La vita di questi bambini è troppo preziosa per essere affidata a un sistema che non è in grado di rispondere alle necessità urgenti.
Lacorte chiede un intervento immediato, poiché “il rischio di trasferire neonati in strutture distanti senza una rete adeguata di supporto è troppo elevato. Le istituzioni locali e regionali devono intervenire con urgenza per garantire una soluzione definitiva. Ogni minuto conta, e non possiamo permettere che i nostri bambini vengano lasciati soli di fronte a una situazione che va ben oltre le risorse a disposizione”.