«E’ fuorviante l’affermazione secondo la quale “un’unica ambulanza dedicata al trasferimento dei neonati prematuri non basta a garantire la loro sopravvivenza. Il rischio che i piccoli pazienti non arrivino in tempo nelle strutture adeguate è troppo alto”»
A seguito degli articoli pubblicati nei giorni scorsi e delle interviste in merito alla problematica dell’ambulanza da trasporto STAM, per non creare falsi allarmismi e disagio nella popolazione, il professor Schettini, direttore della Struttura Complessa di Pediatria, Patologia Neonatale e TIN universitaria, specifica quanto segue.
“L’affermazione pubblicata ‘un’unica ambulanza dedicata al trasferimento dei neonati prematuri non basta a garantire la loro sopravvivenza. Il rischio che i piccoli pazienti non arrivino in tempo nelle strutture adeguate è troppo alto” è fuorviante.
Come ben noto, il Servizio di Trasporto In Emergenza Neonatale (STEN) e Servizio di Trasporto Assistito Materno (STAM) sono entrambi validati dai LEA regionali quali azioni di miglioramento per la salute della mamma e del neonato nelle gravidanze a rischio. Fermo restando che resta universalmente riconosciuta come modalità più efficace e sicura per la gravida e per il feto il trasporto in utero (STAM), al fine di garantire alla gestante e al neonato l’assistenza più qualificata, si ricorda che nella Regione Puglia, con delibera regionale del 2018, esiste una procedura condivisa tra i centri Hub e Spoke nella quale si definisce l’organizzazione del Servizio di Trasporto Neonatale (STEN) e assistito materno (STAM), le responsabilità degli operatori sanitari coinvolti, le modalità di comunicazione, l’utilizzo e l’attivazione, le attrezzature e i presidi utilizzati e le modalità di controllo degli stessi.
Si rammenta che il Santissima Annunziata è e rimane un centro di Neonatologia di secondo livello per le competenze ultradecennali dei medici rimasti in servizio i quali, a turno, coprono h24 il POC, con l’aiuto di “Intensivisti” delle altre terapie intensive di Asl Bari, Miulli e Policlinico di Bari.
Leggere inoltre l’affermazione ‘non possiamo permettere che un sistema così fragile metta a rischio la vita dei neonati prematuri. Ogni minuto è cruciale: servono risposte concrete e immediate’, specifico che ciò non corrisponde al vero.
Il lavoro della dottoressa De Cosmo, del dottor Famà e del sottoscritto (che va ben oltre le 48 ore settimanali) garantisce che in ogni momento della giornata vi sia un professionista in grado di risolvere, gestire e stabilizzare qualsiasi patologia neonatale, garantendo le Best Practices e, in caso di urgenza, l’attesa dello STEN avviene potendo garantire tutte le cure di un centro dotato di Terapia Intensiva Neonatale, non come potrebbe avvenire nei centri di neonatologia di primo livello.
La diffusione di tali notizie richiede una vigorosa smentita, perché gettano fango su chi ogni giorno dedica la vita alla cura dei nostri piccoli guerrieri ed espone a problematiche medico legali non veritiere”.