Interverranno Filomena Lamberti, la prima donna, in Italia, vittima di violenza con acido; Tiziana Suman, mamma di Erika Preti uccisa con 57 coltellate; Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro, uccisa a 18 anni; Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini, uccisa a 16 anni
Domenica 16 marzo, alle ore 17.30, presso l’aula magna dell’istituto comprensivo di Scorrano, con l’evento “Storie di Coraggio - Il Dolore e la Forza”, una comunità intera si stringerà intorno a donne-coraggio. Un abbraccio collettivo, per dare voce a donne-vittime che, con dignità e forza, hanno ripreso in mano la loro vita dopo una violenza inaudita e per dare voce a donne-mamme che ancora oggi gridano giustizia per le loro figlie.
L’evento è promosso dall’associazione Astrea, dall’associazione Casa di Noemi e dall’istituto comprensivo di Scorrano in collaborazione con l’associazione Pamela Mastropietro e l’associazione Sapziodonna-Linearosa e con il patrocinio del Comune di Scorrano e della Commissione Provinciale Pari Opportunità.
Un evento per raccontare storie di donne sopravvissute come Filomena Lamberti, la prima donna, in Italia, vittima di violenza con acido. Il 28 maggio 2012, la vita di Filomena Lamberti cambiava per sempre: con una bottiglia di acido, il marito, che lei aveva deciso di lasciare, le sfregiava il volto e il corpo. L’uomo fu condannato per maltrattamenti in famiglia e non per tentato omicidio, ad una pena di diciotto mesi. Filomena ha scelto di condividere pubblicamente la sua storia, diventando una voce attiva nella lotta contro la violenza sulle donne.
Un evento per sostenere le battaglie di mamme coraggio che vivono il vero ergastolo nella vita e che, con dignità, perseveranza e sofferenza, dovuta ad una perdita impossibile da comprendere, continuano a raccontare le storie delle loro figlie, portandone alto il nome attraverso attività di sensibilizzazione sul territorio. Mamme che portano avanti anche una battaglia contro permessi premio e benefici penitenziari concessi a lucidi e crudeli assassini. Tiziana Suman, mamma di Erika Preti uccisa con 57 coltellate da Dimitri Fricano. Condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per omicidio, solo dopo sei anni di carcere è stato mandato ai domiciliari perché considerato obeso e iper fumatore. Una vergogna per Erika e per i suoi genitori costretti a vedere l’assassino della figlia in giro per il paese. Dopo la battaglia e il grande rumore portato avanti dai genitori di Erika, oggi l’assassino, Dimitri Fricano, è tornato in carcere.
Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro, 18 anni, uccisa da Innocent Oseghale, nel gennaio del 2018. Pochi giorni fa la cassazione ha rigettato il ricorso straordinario presentato dal nigeriano e ha confermato l’ergastolo.
“Questa sentenza rappresenta un passo significativo verso la giustizia per mia figlia Pamela e per tutte le vittime di atrocità ...oggi questa decisione ci dà nuova forza e speranza”, le parole di Alessandra Verni che continua una battaglia per garantire alla figlia una giustizia vera e autentica.
Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini, 16 anni, uccisa il 03/09/2017 a Specchia da Lucio Marzo Il 10/08/2023, Imma ha iniziato una battaglia contro i permessi premio quando l’assassino della figlia veniva fermato, per le strade della Sardegna, alle 5 del mattino, ubriaco alla guida di una autovettura. Lucio Marzo era in permesso premio. Già la parola “premio” ci fa rabbrividire, quale premio può essere concesso ad un assassino! Il 27 febbraio 2025, Imma Rizzo con il suo avvocato Valentina Presicce hanno presentato una proposta legislativa per abolire i permessi premio per chi si macchia di reati efferati come il femminicidio, anche se minorenni.
Lo Stato dovrebbe garantire una Giustizia che sia concreta per la sicurezza delle donne e delle famiglie e non concedere agli autori di tali fatti criminosi benefici penitenziari e permessi premio. Ci troviamo di fronte ai familiari delle vittime che vivono il vero ergastolo nella vita, e gli assassini liberi dopo pochi anni. Troppe volte assistiamo ad un ingiustizia nella giustizia, un assassino che riesce a tornare in libertà dopo pochi anni di carcere.
E’ assurdo concedere premi e “regali” a veri e propri criminali, definiti anche nelle sentenze lucidi assassini. Sono le vittime e i familiari delle vittime che dovrebbero ricevere tutela, dignità e giustizia, non è accettabile che un assassino debba ricevere delle tutele quasi maggiori di famiglie ai quali sono stati strappati i loro cari per sempre. Auspichiamo pertanto, a chi si illude di risolvere il problema delle carceri mettendo fuori assassini e criminali, di smetterla una volta per tutte di minacciare la sicurezza dei cittadini e di donne. Non v’è poi da stupirsi se l’elargizione disinvolta di questi permessi premio, alla luce delle condotte tenute, susciti l’indignazione delle famiglie e dell’intera società civile.
In apertura dell’evento l’intervento della presidente dell’associazione Astrea, Valentina Presicce, del sindaco di Scorrano Mario Pendinelli, della presidente della CPO provinciale Anna Toma, dell’operatrice del Centro Antiviolenza Linearosa di Spaziodonna Sara Maiorano e del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Scorrano Fausto Melissano. La scuola contribuisce in maniera fondamentale alla crescita dei ragazzi, fenomeni di violenza e di discriminazione possono essere prevenuti e contrastati attraverso percorsi formativi promossi dalla scuola.
A seguire, le testimonianze di Donne-Coraggio: Filomena Lamberti, Alessandra Verni, Imma Rizzo e Tiziana Suman.
Durante l’evento il contributo da parte degli studenti dell’istituto comprensivo di Scorrano e di donne e mamme di Scorrano che hanno deciso di lanciare un messaggio forte per dare voce alle vittime e sostenere le battaglie di donne-coraggio.
Introduce Luna Fiore e modera Mariateresa De Florio.